giovedì, giugno 25, 2009

Il solito Parolario (poco Lario) e molte parole a vanvera con i contributi di Regione Lombardia

Ho ricevuto questa risposta da parte degli illuminati di Parolario.


Egr. Sigg.ri,

In riferimento al Premio in oggetto - a cui avete partecipato con l'invio di un vostro testo - vi comunichiamo che la Giuria ha ritenuto validi e ammissibili ad una pubblicazione solo alcuni racconti, molti di meno di dieci e comunque troppo pochi per giustificare la stampa del volume previsto.

Siamo spiacenti di comunicarvi che il volume contenente i dieci migliori scritti non verrà quindi pubblicato, in quanto non rispetterebbe gli obiettivi stabiliti dal bando di concorso.

Per completezza d'informazione, vi comunichiamo i testi che la Giuria avrebbe ammesso alla pubblicazione:

Paolo Massimigliano Gagliardi con "La caraffa della ferriera" (5 preferenze su 6)
Bruno Bianco con "Odori di fabbrica" (4 preferenze su 6)
Emanuela Boem con Senza titolo (4 preferenze su 6)
Filippo Pozzoli con "Quasi quasi faccio un tuffo" (4 preferenze su 6)

Tutti gli altri testi hanno ottenuto meno di 3 preferenze su 6.


Cordiali saluti

La Segreteria dell'Associazione Culturale Parolario
Como

Questa non è completezza di informazione. O si invia un verbale da cui si evince la classifica o non la si mette affatto. Il problema è capire se vi sono stati troppo pochi racconti o se facevano schifo tutti. Quel condizionale riferito agli elaborati che sarebbero stati pubblicati se ce ne fossero stati ben 10 meritevoli è veramente ingiustificabile!
Non ho mai visto un concorso letterario che venisse gestito in questa maniera. I soldi della Regione Lombardia, adesso, chi li intasca?
Parolario è veramente un'entita astratta (per non dire peggio), che non rispetta le regole che impone agli altri. Sparite da Como.

martedì, giugno 16, 2009

Confusione mentale davanti ad un cartello della Luthansa


Giorni fa mi sono imbattutto in questo cartellone pubblicitario. Ora, vi devo dire con molta franchezza che ho perso una buona mezz'ora per capire il messaggio veicolato dalla pubblicità. Il primo pensiero è stato: Lufthansa è completamente impazzita. Che vorrano mai dire simili parole? Che cosa c'entravano i lunedi (lu) e i mercoledì (mer) con Milano? Probabilmente i nuovi voli hanno una frequenza bisettimanale? Ma perché devono andare a Berna (Ber)? E non potevano scriverlo direttamente in tedesco se dovevano metterci una frase così astrusa?
Ecco, mi ci sono arrovvellato per un po' quando Stefano, molto più saggio di me, mi dice: "guarda che siamo all'aeroporto di Bari!"
Ebbene ho avuto un'illuminazione divina e tutto mi è parso più chiaro!!! Felice di aver compreso l'arcano messaggio, mi sono imbarcato sull'embraer 170 di Alitalia per Milano, la piccola Ber (ha di fatto l'idroscalo!)

venerdì, giugno 12, 2009

Signor Bruni fuori dai coglioni (con il cedro nel culo)


Signor Sindaco, se ne vada fuori dai coglioni. Non ha mai ascoltato la gente, ha fatto sempre di testa sua, arricchendosi con la città di Como. Non avete mai fatto una cosa buona, lei e la sua giunta. Non l'ho mai apprezzata con quel falso sorriso stupido. Mi sono rivolto a lei un paio di volte ma non mi ha mai dato risposta. La sua collega di Lecco, signora Faggi, mi ha pure scritto un bigliettino, mancava poco che profumasse (com'è nello stile delle donne).
Signor Bruni è stato citato da quell'altro venduto Magdi Allam in un libro. Lei e la sua setta di CL! Che schifo mi fate. Perché prendersela con un povero albero? L'assessore Rallo e Caradonna meritano tutto il mio disprezzo. Che adesso guardino pure le linee geometriche del sociale! Ma ficcatevelo su per il culo tutto intero il cedro. Ve lo meritate. Bastardi, che la perdizione sia con voi per il resto della vostra vita pure anche quando andate in regione! Però, davvero, andatevene perché siete ignobili e una città come Como non vi merita!

lunedì, giugno 01, 2009

Krasnaia Plosciad


Piangerai bastardo, per tutti i minuti di silenzio che ti ho dato. Verserai lacrime amare quando ti asporteranno la prostata e per pisciare dovrai contrarti fino allo spasimo. Non andrai più a Bergen. Camminerai curvo sotto il peso degli anni e sarai piegato nell'orgoglio. Vedrai che ti capiterà molto presto, neanche il tempo di accorgertene. Ti amerò e non potrò che raccogliere le lacrime e aspettare. Sarò Rachele inconsolabile, ebbra di saggezza infinita e ti indicherò la strada perché non vedrai oltre i tuoi piedi... Ti accarezzerò i capelli canuti e l'incavo delle ascelle per sostenerti. Sarò Abisag, la sunamita che dorme sul seno di Davide per scaldarlo. Avrai freddo e non riuscirai a parlare. Solo il bastone scaraventerai per dormire sul giaciglio di paglia. La notte sarà lunga d'amore...





Che tu sia figlio di un re o capo di stato,che tu sia buono come il pane, o brutto e maleducato,che tu sia pazzo o normale, gatto oppure cane,guardia o ladro, non importa se sei fatto o ubriaco.Puoi chiamarti dottore, puoi chiamarti scienziato,puoi chiamarti ufficiale, puoi chiamarti soldato,puoi persino morire:comunque l'amore è là dove sei pronto a soffrire,lasciando ogni cosa al suo posto e partireanche tu come me...Che giri a destra o a sinistra, vero o per fintaè così: la tua impressione è solo un punto di vista,e non importa quale donna sposi o come si chiama,ciò che hai fatto in questa vita e in una vita passata.Puoi chiamarti dottore, puoi chiamarti scienziato,puoi cambiare il tuo cognome e usare un nome inventato,puoi persino morire:comunque l'amore è là dove sei pronto a soffrire,lasciando ogni cosa al suo posto e partireanche tu come meL'amore soltanto l'amore può farti guarireanche tu come me. . . . . .Comunque vada, che tu sia Dolce o Gabbana,che tu sia figlio di una guerra santa, giusta o sbagliata,non importa se dormi in una villa o per strada,che tu sia uomo, donna, frocio, Lucio Dalla o Sinatra.Puoi chiamarti dottore, puoi chiamarti scienziato,puoi chiamarti ufficiale, puoi chiamarti soldato,puoi persino morire:l'amore soltanto l'amore può farti guarire,lasciando ogni cosa al suo posto e partire.L'amore è là dove sei pronto a morirelasciando ogni cosa al suo posto e partiree partire... e e e e. . . . . .e partire... a a a a. . . . .