Caro Umberto,
non so perché ti stia scrivendo. Il tuo funerale l'hanno celebrato ormai da alcuni giorni. Ho appreso della tua morte come una notizia a ciel sereno. Sono andato subito a guardare le foto della cena di natale sia del 2005 sia del 2006. Non abbiamo cenato assieme nel 2007. E un po', adesso, mi dispiace.
Sei sparito così, improvvisamente. Improvvisamente come è stato il tuo tumore. Non sei morto certamente per il tumore ma molto più semplicemente per una complicanza. Saresti morto lo stesso a breve, forse. Non so dirtelo in questo momento. Non so nemmeno se ti abbia voluto bene. Credo di no. Ma ci stimavamo. Almeno, credo. Per certo da parte mia. Ti ho osservato a lungo nella bara. Ho fissato i tuoi lineamenti smagriti oltremisura. I tuoi capelli neri tirati all'indietro nei quali avrei voluto passarci la mano. Ho guardato il tuo vestito, da sposo quasi sicuramente. Il lobo dell'orecchio bianchissimo. E ho baciato tuo fratello sulla guancia. Avrei voluto osare un po' di più, ma sarebbe stato irriverente in quel luogo. Avrei voluto darlo a te quel bacio ma non potevo chinarmi sulla bara. La mia pancia mi avrebbe impedito di piegarmi più del necessario per superare il bordo. Se poi avessi combinato qualche casino... Adesso mi manchi. Non ho pianto, come hanno fatto in molti, moltissimi, quasi sicuramente in modo falso e ipocrita (vedi quello che sosteneva la bandiera in chiesa). Mi sentivo sereno, invece. Ero felice soprattutto perché accanto a me c'era Stefano ma anche per te che non soffrivi più. Ero contento di essere in quella chiesa così fresca e pulita. Mi piacevano i canti (un ricordo di quanto ero piccolissimo). Adesso, sì, mi manchi perché non ho fatto nulla per esserti amico. Non saremmo riusciti mai ad esserlo ma almeno, non so, avremmo potuto provarci. Ecco, queste parole sono per te. Lo so, ormai c'è il vuoto e i tuoi quarant'anni sono passati in men che si dica. Però vorrei che queste parole potessero portare un minimo di ricordo a quanti si dimenticheranno presto di te. Un bacio, questa volta, sulla fronte e un abbraccio forte. Carletto
Prospettive, nei panni degli altri.
8 ore fa
