domenica, settembre 21, 2008

Not feeling good (my own private morgue)

Caro R, è da due giorni che ho saputo della tua morte, del tuo gesto insano. Hai scelto di morire, e questa notizia mi lascia sgomento. Non tanto per la tua morte, non tanto perché ti conoscessi. Mi lascia sgomento la gravità del gesto: come hai voluto morire. Con rabbia, in silenzio, nella casa di tua moglie.
Hai deciso di morire con un cocktail potentissimo di farmaci, di insulina e di veleno.
Ti sei messo un sacchetto in testa.
Mi lascia anche sgomento il fatto che volessero farti un tso, che il tuo capo ti avesse risparmiato questa gogna, ma soprattutto che ti avessero lasciato solo nella tua decisione benché l'avessi annunciato a tutti. Ci sarebbero stati mille modi per farti calmare, per riportarti al raziocinio. Nessuno ha deciso per te quando sentivi infrangerti sulla tua stessa vita. Sarebbe bastato così poco, un po' di criterio, che qualcuno sapesse per davvero ascoltari.
E' brutto trovarsi da soli in queste situazioni di disperazione. Uno non dovrebbe neanche avere la possibilità di scegliere. Non bisognerebbe mai varcare questo confine oltre il quale non c'è più rimedio.
Rispetto la tua scelta, il silenzio. Ti comprendo più di ogni altra persona e lo dico non per retorica.
Non capisco però la rabbia. Se dovevi morire dovevi farlo in modo sereno.
Questo non te lo perdono. Il senso di risentimento sarebbe perfettamente giustificato: chiunque avrebbe provato ciò che hai provato.
No, la rabbia no. Perché non è giusto, non verso gli altri che ti amavano, ma per te stesso. Se ti fossi voluto bene, avresti lasciato in disparte la rabbia e avresti avuto il mio più totale consenso.
Un abbraccio di affetto infinito. Charlie

2 commenti:

Marco Antonio ha detto...

Fai concorrenza alla Fisher&Sons ?

CHARLIEGOLF ha detto...

Sì hai ragione. Tanto, ultimamente stanno morendo in tanti. Buona idea